si è laureato in giurisprudenza, in seguito ha frequentato un master del Sole 24 Ore in Marketing, ha lavorato nella caotica Milano per alcuni anni finché ha deciso di ritrovare le sue radici nella meravigliosa campagna toscana, realizzando il suo sogno di sempre: fare vino! Ha seguito un Master in enologia, e si è trasferito definitivamente a Suvereto dove ha iniziato a lavorare per creare l'Azienda Agricola Macchion dei Lupi. E' affascinato dal ritorno alle origini, da una produzione "tutta al naturale" e lavora per sviluppare il suo progetto di fattoria naturale. Ora lo si può trovare sorridente cavallo del suo trattore a lavorare con passione la sua vigna ed i suoi olivi. Carlo



"Macchion dei Lupi" e' un toponimo mutuato da un luogo nelle immediate vicinanze dell'azienda, all'interno del parco naturale che confina con i nostri vigneti.

"Macchion" o "macchione" e' il termine toscano con cui si indica un bosco fitto! Nella fattispecie cosi fitto da essere ancora oggi rifugio per alcuni esemplari di lupi.

Il marchio dell'azienda rappresenta un'upupa (upupa epops), splendido e coloratissimo uccello della famiglia del martin pescatore, denigrato ed associato dai poeti antichi, da Ovidio sino a Foscolo, a atmosfere lugubri o crepuscolari, poi riabilitato da Eugenio Montale con una poesia.

L'upupa in primavera ed all'inizio dell'estate si incontra frequentemente percorrendo le strade sterrate all'interno dell'azienda che conducono ai vigneti.

Upupa Upupa, ilare uccello calunniato

Upupa, ilare uccello calunniato
dai poeti, che roti la tua cresta
sopra l'aereo stollo del pollaio
e come un finto gallo giri al vento;
nunzio primaverile, upupa, come
per te il tempo s'arresta,
non muore più il Febbraio,
come tutto di fuori si protende
al muover del tuo capo,
aligero folletto, e tu lo ignori.

Eugenio Montale - "Ossi di Seppia” 1920-1927